siamo veramente meravigliose
(da leggere con ironia...)
Se qualcuna è depressa ricordi che siamo il.. sesso bello..
Non abbiamo bisogno di portare cravatte
Non ci fa male incrociare le gambe
Se decidiamo d esercitare professioni prettamente maschili siamo PIONIERE; se loro decidono di esercitare professioni prettamente femminili sono gay
La nostra intelligenza è paragonabile a quella di qualsiasi uomo, ma il nostro aspetto è migliore
Se uccidiamo qualcuno e dimostriamo che sia successo durante la sindrome premestruale, è un attenuante
Il nostro cervello ha la stessa capacità di quello degli uomini, anche se abbiamo sei miliardi di neuroni in meno, questo vuol dire che i nostri neuroni sono più efficienti
Siamo in grado di occuparci di più cose contemporaneamente
Sempre sappiamo dove sono le calze
La moglie del presidente viene chiamata la first lady; il marito della presidentessa è come uno zero messo a sinistra, anche se è di destra
Se sposiamo l'erede al trono, siamo regine, se un uomo sposa l'ereditiera al trono, sarà il marito della regina
Se siamo tradite siamo vittime, se noi tradiamo, loro sono cornuti
In definitiva, siamo noi a decidere quanti figli avere
Sentiamo il bimbo muoversi dentro di noi
Allattiamo
I bimbi sempre dicono mamma per prima cosa
Sempre sappiamo che il figlio è nostro
Abbiamo mesi di congedo per maternità
La visita ginecologica è più gradevole di quella della prostata
Siamo monogame anche se fosse necessario provare diversi uomini fino a trovare qualcuno per cui ne valga la pena
Siamo le star del matrimonio (quando ci sposiamo vengono a vedere la sposa..)
Qualcuno ha sentito parlare di un muso ispiratore?
Viviamo di più
Siamo più resistenti al dolore e alle infezioni
Abbiamo meno problemi cardiaci
Sudiamo di meno
Abbiamo la precedenza sui battelli di salvataggio
Siamo più sensibili
Le donne che vivono sole mangiano meglio
Abbiamo una nostra giornata internazionale
Siamo veramente meravigliose!
storia dei beaccamorto
storia dei beaccamorto...come nasce il detto ehh
Durante il Medioevo, quando un uomo moriva, per certificarne la morte veniva
chiamato il medico condotto, il quale, per verificare l'effettivo decesso,
usava infliggere dolore al
deceduto.
Il modo più comune utilizzato in quel tempo era un potente morso inflitto
alle dita dei piedi (quasi sempre l'alluce).
Nel dialetto del popolino, il medico assunse così il nome di 'becca morto'.
Questa pratica diede origine ad un vero e proprio mestiere.
La tradizione prevedeva che tale mestiere fosse tramandato dal padre al primo
figlio maschio.
Verso la fine del medioevo accadde però qualcosa che cambiò il futuro dei
beccamorti.
Uno dei beccamorti più famosi non riuscì a concepire un figlio maschio, la
moglie partorì 4 figlie femmine.
Il beccamorto, per evitare l'estinzione del mestiere, domandò alla chiesa
la dispensa per
poter tramandare la professione alla propria figlia femmina la quale, dopo
aver ricevuto la benedizione, iniziò il suo lavoro di beccamorto.
Il caso volle che il suo primo morto fosse un uomo al quale un carro aveva
tranciato entrambe le gambe; la ragazza era indecisa su dove infliggere il
morso, e alla fine, prese una decisione... .
Nacquero cosi 'le pompe funebri'.
Le donne non mentono!!!!
'E' questo il tuo ditale?" chiese il Signore. "No," disse la sarta. Il Signore di nuovo immerse la mano nel fiume e tirò fuori un ditale d'oro con rubini.
'E' questo il tuo ditale?" chiese il Signore. Di nuovo, la sarta rispose, "No."
Il Signore immerse un'altra volta la mano nell'acqua e tirò fuori un ditale di pelle.
'E' questo il tuo?" chiese il Signore. "Si!" rispose la sarta. Il Signore fu contento dell'onestà della donna, e le ha dato tutti e tre i ditali. La sarta tornò a casa felice.
Qualche anno dopo, la sarta stava camminando con il marito accanto al fiume, quando lui cadde nel fiume e scomparve fra i flutti. Quando la donna urlò, il Signore è tornato e chiese, "Donna, perche piangi?" La sarta rispose, "O Signore! Mio marito è caduto nel fiume!"
Il Signore immerse la mano nell'acqua e tirò fuori George Clooney. '"E' questo tuo marito??" chiese il Signore.
"Si!", urlò la donna. Il Signore era furente. "Hai mentito! Non è vero!!" La sarta rispose, "Perdonami, Signore. C'e' stato un equivoco. Vede, se avessi detto 'no' a George Clooney, avrebbe tirato fuori Brad Pitt."
"E se avessi detto 'no' a lui, avrebbe tirato fuori mio marito. E se avessi, a quel punto, detto 'si', mi avrebbe dato tutti e tre. Signore, non sto tanto bene di salute, e non avrei potuto prendermi cura di tutti e tre mariti. Per QUELLO ho detto 'si' a George Clooney."
Cosi, il Signore permise alla sarta di tenere Clooney con se'.
Il morale della storia:
Quando mente una donna, è per un motivo giusto e onorevole, ed e' nei migliori interessi di tutti. Questa è la nostra versione, e non cambiamo una virgola...
primi incontri con il sesso
SERVIZIO UTILE PER IL SOCCORSO A PERSONA
SERVIZIO UTILE PER IL SOCCORSO A PERSONA
Gli operatori delle ambulanze hanno segnalato che molto spesso, in occasione di incidenti stradali, i feriti hanno con loro un Cellulare,
ma loro non sanno chi contattare tra la lista interminabile dei numeri salvati nella rubrica.
Gli operatori delle ambulanze hanno lanciato l'idea che ciascuno metta, nella lista dei suoi contatti, la persona da contattare in caso d'urgenza sotto uno pseudonimo predefinito.
Lo pseudonimo internazionale conosciuto è ICE ( In Case of Emergency).
E' sotto questo nome che bisognerebbe segnare il numero della persona che operatori delle ambulanze, polizia, pompieri o primi soccorritori potrebbero contattare.
In caso vi fossero più persone da contattare si può utilizzare la definizione ICE1, ICE2, ICE3, etc....
Facile da fare, non costa niente e può essere molto utile.E' una buona idea ed è anche promossa dalle autorità preposte al soccorso.
Fate circolare (magari inviando via e-mail a tutti i vostri contatti)la notizia in modo che questo comportamento diventi un'abitudine diffusa .
Ciao a tutti
storia di una rosa
Era delimitato, ad est, dal muro di una casa di mattoni rossi e, ad ovest, da un basso muretto con la ringhiera coperta da una vite canadese. Sul bordo nord c’era un gelsomino, che in realtà era un falso gelsomino, perché aveva fiori gialli e poco profumati. A sud, invece, troneggiava un albero di calicanto che quasi impediva l’ingresso nel giardino. Si contavano poi tre piante di ortensie, una camelia, violette, tulipani, mughetti e narcisi e quattro piante di rose, una gialla, una bianca, una rosa e una arancione. Avevano sole e ombra a sufficienza, e acqua ogni volta che avevano sete, perché la persona che si prendeva cura di loro, lo faceva con amore.
Chi soffriva di più era la rosa bianca. Sole, ne vedeva poco perché era quella più a nord e, a volte, riceveva anche poca acqua perché la pompa era corta e le arrivava soltanto una pioggerellina leggera, insufficiente per una pianta che doveva e voleva crescere.
Le altre rose la prendevano in giro perché faceva pochi fiori: tutti gli sforzi erano concentrati a crescere verso l’alto, alla ricerca di un raggio di sole. “È inutile che ti sforzi” – le dicevano le altre rose – “se non ti decidi a fare più fiori, alla fine ti taglieranno!”. Ma lei si ostinava e allungava i rami verso il cielo. “Voglio diventare più alta della camelia” – pensava – “più alta del calicanto, così vedrò finalmente i raggi del sole”.
Tutte le piante di quel giardino lungo e stretto si prendevano gioco di lei, ma la padrona di quel giardino sembrava capire quale fosse il suo desiderio. Così, quando arrivava il momento della potatura, le tagliava i rami più bassi e lasciava che gli altri andassero verso il cielo.
Un giorno d’inverno arrivò da sud un vento gelido che preannunciava l’arrivo della strega Brina e dello stregone Ghiaccio. Nessuno se li aspettava, soprattutto da sud. Le rose cominciarono a soffrire il freddo: il ghiaccio e la neve le coprivano e le piegavano, come del resto le altre piante. Unica la rosa bianca resisteva perché aveva solo due rami che andavano verso il cielo e la neve e il ghiaccio non riuscivano a piegarla con il loro peso. Non appena cercavano di posarsi su di lei, bastava un leggero soffio di vento per liberarla.
Prima morì la rosa gialla, poi quella arancio, poi la rosa e infine le ortensie. Sì, solo la rosa bianca resistette.
Passato l’inverno, le altre rose vennero tagliate.
Dunque rimase lei soltanto, la rosa bianca. Con la sua tenacia aveva sconfitto lo stregone Ghiaccio e si era finalmente guadagnata il rispetto delle altre piante e dei fiori di quel giardino lungo e stretto.



